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  • Gabriele Germinario

Ayayi, l’influencer cinese che non esiste

Dopo l’esperienza con la studentessa universitaria #digitale, la #Cina torna a far discutere: questa volta ci presenta #Ayayi, la prima #influencer totalmente #virtuale; una bellissima ragazza apparsa per la prima volta sulla #piattaforma #ecommerce #Xiaohongshu con un post che ha ottenuto tre milioni di visualizzazioni (il suo #account ha registrato più di 40000 nuovi #followers in pochissimo tempo).

Incredibilmente realistica, Ayayi è dotata di #intelligenzaartificiale ed interagisce #online con gli umani in modo decisamente più evoluto di quello dell’#assistentevirtuale #Siri.


Come detto, il lancio della #metaumana non è avvenuto su un #social media ma su una piattaforma di e-commerce. Il motivo? La volontà dei creatori di “veicolare” scelte e consumi dei followers. Un’idea imprenditoriale alquanto geniale, ma questo non è il primo esperimento che va in questa direzione: basta pensare all’influencer (altrettanto digitale) #LilMiquela che, su #Instagram, vanta più di 3 milioni di seguaci.


Ayayi, rispetto alla collega #virtuale, ha una maggiore precisione nei tratti, in quanto creata con una #tecnologia che ha dato alla sua pelle una texture adattabile alle diverse luci e ombre. Per questo appare più ingannevole, tanto che molti utenti non hanno capito immediatamente d'avere a che fare con un personaggio irreale.

I vantaggi degli influencer digitali sono molteplici: non invecchiano, non appaiono imperfetti, non si rendono protagonisti di scandali (a meno che previsti dalla loro identità virtuale!) e sono sempre "all'opera", garantendo un’interazione con gli utenti 24 ore su 24 (commentando #meme, #video e contenuti dei fan), a differenza dei “divi” reali dei social.


Intanto, mentre c’è chi dimostra inquietudine per questo "virtuale che si impossessa del reale", la marca di profumi #Guerlain ha già espresso il desiderio di collaborare con lei. Influencer reali, tremate, tremate!

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